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La paralisi spastica dell'intestino

La normale funzione intestinale
L'evacuazione delle feci (defecazione) avviene mediante un riflesso che però può essere volontariamente controllato. Quando il retto si riempie abbastanza da subire una dilatazione, vengono emessi impulsi attraverso le vie nervose che raggiungono il centro della defecazione nel midollo spinale. Il cervello allora attiva la sensazione di "urgenza di defecare". Il centro della defecazione controlla la muscolatura del retto, rilassando lo sfintere interno e contraendo contemporaneamente i muscoli esterni della parete rettale. Di conseguenza il contenuto intestinale è espulso all'esterno.

Il processo è sostenuto dalla contrazione continua del diaframma e dei muscoli addominali, volta ad aumentare la pressione intra-addominale. È possibile rinviare per un certo tempo l'evacuazione delle feci, poiché lo sfintere esterno può essere contratto volontariamente, impedendo la defecazione.


Cosa succede con una paralisi spastica dell'intestino?

Intestino spastico
Intestino spastico

Lo stato di riempimento dell'intestino è registrato dai recettori di dilatazione sulla parete intestinale (1). Normalmente quest'informazione è trasmessa al cervello attraverso il centro della defecazione (2). Tuttavia, a causa della lesione del midollo spinale (3), non può più raggiungere il cervello. Per questo l'informazione è rimandata direttamente dal centro della defecazione alla muscolatura intestinale, con il messaggio "intestino pieno" (il cosiddetto arco riflesso). L'evacuazione pertanto non può più essere controllata volontariamente. L'arco reflesso fa sì che la parete intestinale (1) inizia l'atto di defecazione, ma nel contempo lo sfintere esterno (4) rimane chiuso. Viene pertanto a mancare una normale defecazione, al suo posto può manifestarsi, a dipendenza della persona, un'incontinenza o una costipazione.

 

Lo svuotamento dell'intestino
Con una paralisi spastica è possibile allenare l'intestino in modo da ridurre le defecazioni a una ogni due giorni. Tuttavia, questo dipende dalle abitudini di evacuazione delle singole persone. Solo il decorso della riabilitazione può dire se sia possibile raggiungere un ritmo a giorni alterni.

Esistono diverse tecniche di evacuazione e ausili alla defecazione. Il transito intestinale è influenzato considerevolmente anche dalle abitudini alimentari e dalla quantità di liquidi ingerita.

A proposito delle autrici:

  • Christa Schwager è un'esperta di scienze motorie nel Centro per lo sviluppo delle cure infermieristiche e per la formazione presso il Centro svizzero per paraplegici a Nottwil/Svizzera, dove lavora dal 1994. È co-autrice di due pubblicazioni chiave nell'ambito della lesione midollare "Paraplegie. Ganzheitliche Rehabilitation" (ed. Guido A. Zäch e Hans Georg Koch) e "Pflege von Menschen mit Querschnittlähmung" (ed. Ute Haas).
  • Karin Roth è un'infermiera di pratica avanzata nel Centro per lo sviluppo delle cure infermieristiche e per la formazione presso il Centro svizzero per paraplegici, dove lavora dal 1997. É anche co-autrice della pubblicazione "Pflege von Menschen mit Querschnittlähmung".
  • L'articolo è nato in collaborazione con il gruppo di esperti per la gestione dell'intestino del Centro svizzero per paraplegici.


aggiornato: dicembre 2013