To Homepage
Ritratti e storie

«Sei il regista della tua vita»

Grazie al film pluripremiato «Schwerelos» e al documentario «Swiss Ladies» Dominik Rüedi sta realizzando il suo sogno come regista TV

«I sogni sono pensieri trasposti in un film». Questa citazione di Thomas Häntsch si addice perfettamente alla storia di Dominik Rüedi. Il giovane non ha mai avuto dubbi: voleva diventare regista! Già da ragazzino ha prodotto piccoli film alla «James Bond». Il suo sogno più grande è diventato quindi la sua missione, anche in carrozzina.

Oggi, all’età di 25 anni, non è solo regista, produttore ed editore, ma nel cinema ha acquisito una certa notorietà a livello internazionale. Con la sua storia vuole incoraggiare gli altri a lottare per i propri sogni, indipendentemente dagli ostacoli che si incontrano sul proprio cammino.

È nata una stella…

No, il successo non era qualcosa di predestinato per Dominik Rüedi. Il giovane turgoviese è cresciuto come figlio unico e ha avuto una «infanzia del tutto normale», fino all’età di 16 anni. A causa di una patologia rara, la mielite (infiammazione del midollo spinale), dal 2015 Dominik è costretto in carrozzina. «Per i miei genitori e amici è stato un duro colpo. Poi però si sono resi conto che ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno».

«Stare in carrozzina mi ha cambiato, in senso positivo: sono diventato più maturo, con i piedi ben piantati a terra e anche più aperto nei confronti degli altri. Vivo la mia vita con maggiore consapevolezza e gratitudine».

Dominik Rüedi

Deve il suo ottimismo anche a Marcel Hug. Lo sportivo professionista ha fatto visita alla classe di Dominik quando quest’ultimo aveva circa 12 anni. «Per me è stata un’esperienza formativa. Le sue imprese sono straordinarie. La sua vita e le sue conquiste mi hanno colpito molto». Grazie alla riabilitazione presso il Centro svizzero per paraplegici e alla sua nuova casa a Nottwil Dominik ha la possibilità di incontrare regolarmente il pluricampione del mondo e campione paralimpico. «Per me Marcel è tuttora una grande fonte di ispirazione e non solo per i suoi modi gentili e pacati».

Al centro dell’immagine si vede Dominik Rüedi preso di spalle. Indossa una felpa grigia con cappuccio, sulla carrozzina è appeso uno zainetto di colore rosso. Si trova su una collina e sta ammirando il paesaggio di fronte a sé.

Anche se Dominik Rüedi è costretto in carrozzina dal 2015, la sua scalata non si è fermata. Con il suo spirito da lottatore vuole incitare gli altri a vivere i propri sogni.

«Fai l’apprendistato di commercio!»

Le persone che gli stavano accanto l’hanno spinto ad accantonare il suo sogno di diventare regista. «Tutti erano convinti che essendo in carrozzina non avrei potuto fare il regista». Ma fedele al suo motto «Vivi il tuo sogno», ha dimostrato il contrario conseguendo il diploma in produzione cinematografica digitale presso il SAE Institute di Zurigo.

Questo gli ha permesso di fare un apprendistato come produttore fotografico e video presso la Fondazione svizzera per paraplegici a Nottwil, che poi si è trasformato in un impiego fisso come collaboratore al progetto di videoproduzione. Tra le altre cose, ha partecipato anche alle riprese di «Fari della speranza».

«L’importante è credere in sé stessi. Senza la mia malattia e senza la carrozzina oggi non sarei la persona che sono ora. Credo che la mia esperienza mi abbia fortificato e mi abbia anche aperto le porte alla cinematografia».

Dominik Rüedi

Dominik ha acquisito anche un bagaglio di esperienza nella produzione e postproduzione video come regista da Sandeep Abraham. Dall’aprile del 2023 lavora come regista con un grado di occupazione del 60 per cento presso la società CH Media. In questa veste produce anche per le emittenti regionali TVO e Tele Bärn varie trasmissioni di news e talk-show come «Stammtisch» (in italiano, tavolo dei clienti abituali) e «Geld» (in italiano, il denaro).

Chi lavora in modo creativo ha bisogno di ispirazione: «Avatar è per me un film pazzesco. Affronta due temi importanti come la disabilità e il rapporto consapevole con la natura». E da chi ha preso ispirazione? «Ovviamente da Steven Spielberg e James Cameron.»

Film di e con Dominik Rüedi

  • 2019: «Die Rollstuhlgängigkeit der öffentlichen Verkehrsmittel in der Schweiz» (in italiano, l'accessibilità in sedia a rotelle dei trasporti pubblici in Svizzera) – pre-produzione, regia, protagonista principale, post-produzione
  • 2019: «All I want» (in italiano, tutto quello che voglio) – regia, 2° macchina da presa, post-produzione
  • 2020: «Schwerelos» (in italiano, senza peso) – pre-produzione, regia, montaggio, commercializzazione
  • 2020: «Leben und Liebe auf der Gasse» (in italiano, vita e amore nel vicolo) – assistente di produzione
  • 2022: «Catfish» (in italiano, pesce gatto) – stagista

Dai film mentali al grande schermo

Il film «Schwerelos» è stato il suo lavoro di diploma all’istituto di cinematografia. Il film parla di Paul, un ragazzo rimasto da poco in carrozzina, che fatica ad accettare la morte della madre e desidera esprimere il suo ultimo desiderio: spargere le sue ceneri sul Monte Lema, una montagna molto cara alla madre. Assieme a Tim, suo compagno di basket, Paul si imbarca in un’impresa che sembra quasi disperata. Entrambi iniziano un viaggio avventuroso in Ticino e nel proprio io. Ecco il link al film «Schwerelos» in versione integrale (in tedesco, con sottotitoli in francese o inglese).

«Con ‹Schwerelos› voglio sensibilizzare le persone sul tema della paraplegia e dare speranza a chi ne è affetto: in modo che si possa credere in qualcosa che sembra impossibile».

Dominik Rüedi

Raccontare questa storia è stato un modo per rielaborare il tuo vissuto? «Certo, in passato è stato sicuramente così», racconta Dominik. «La scena dal medico è proprio come l’ho vissuta io». Il giovane regista è particolarmente orgoglioso del fatto che il suo debutto dietro la cinepresa sia stato sostenuto da alcuni veterani del mestiere, tra cui l’attore protagonista del film Sandro Stocker, il co-produttore e direttore della fotografia Sandeep Abraham e Marius Bear, che ha realizzato la colonna sonora del film con la canzone «Remember me». Non c’è da meravigliarsi se al cinema l’opera ha avuto un grande successo.

I riconoscimenti e i premi più importanti assegnati al film «Schwerelos»

  • 2020: New York Film Awards – Best Narrative Short
  • 2020: New York Film Awards – Best First Time Director
  • 2020: New York Film Awards – Best Inspirational Film
  • 2020: Hollywood Gold Awards – Original Story
  • 2020: Indie Short Fest – Best Student Drama Short
  • 2021: Great Message International Film Festival – Best Editor
  • 2021: Film in Focus 2021 – Best Student Film
  • 2021: Europe Film Festival – Best Drama Film
  • 2021: Entr`2 Marches, Cannes – Prix du Public «Georges Lautner»
  • 2021: Best Actor Award, New York – Best Actor in a Drama
  • 2021: Best Actor Award, New York – Best Actor in an Inspirational Film
  • 2022: Jugendfilm Festival Movie Day – Adon special price
  • 2022: Jugendfilm Festival Movie Day – Audience Award

«I premi hanno un grande significato per me, perché sono il coronamento del duro lavoro prestato da tutta la squadra». Ma Dominik non ha dovuto guadagnarsi la fama solo sul set cinematografico, con innumerevoli ore di lavoro non retribuite e la ricerca di sponsor. Dopo essere andato a Cannes - da solo - per la cerimonia di premiazione, i ladri hanno infranto il finestrino della sua auto impedendogli di ricevere personalmente il premio del pubblico. «Eppure c’ero» sorride l'ottimista. «Il premio è arrivato per posta, l'importante era che potessi mostrare il film».

Dominik ricorda con piacere il momento sul red carpet al Zurich Film Festival quando ha incontrato Guido A. Zäch che si è congratulato con lui. Chissà se un giorno al suo lungo palmarès potrà aggiungere anche un Oscar… «I tempi non sono ancora maturi. Però sarebbe fantastico. Mai dire mai!»

Dominik Rüedi è seduto in giacca e cravatta, alle sue spalle una parete di colore arancione con un vaso di fiori sullo sfondo. Regge in mano un microfono durante un’intervista con una donna bionda vestita in modo elegante.

Dominik Rüedi durante un’intervista in cui parla del suo film «Schwerelos» al Zurich Film Festival.

«Chiaramente non è sempre tutto facile per me come regista in carrozzina. Eppure vorrei mostrare agli altri tutto quello che si può fare, con o senza carrozzina. Molto dipende dall’ambizione e da come ci si organizza».

Dominik Rüedi

Basketball: da hobby a docuserie

La pandemia da coronavirus è stato un periodo molto difficile per Dominik. «Ogni giorno dovevo sforzarmi di pensare positivo. In quel periodo il gioco del basket mi ha aiutato moltissimo». La squadra è come una seconda famiglia. «Ci sosteniamo a vicenda, parliamo e ci motiviamo». Dal 2016 Dominik fa parte della squadra Rolling Rebels da San Gallo e dal 2022 appartiene alla squadra allargata della nazionale. «Se tutto fila liscio, dal prossimo anno sono in tournée con la squadra».

In una palestra alcune persone in carrozzina stanno giocando a basket con una divisa di colore bianco-rosso. Dominik Rüedi sta per lanciare il pallone a un compagno di squadra. Di spalle si scorgono due altri giocatori, sullo sfondo appaiono una giovane donna e un uomo con un cappello, entrambi in carrozzina.

Per Dominik Rüedi il basket non è solo uno sport o un semplice hobby, ma è un fattore di motivazione per la vita di tutti i giorni e un elemento di coesione per la squadra.

L’idea del suo attuale progetto è nata durante una sessione di allenamento. «Secondo il mio coach Christian Rosenberger sarebbe stato bello girare un film sulla storia della prima squadra nazionale femminile svizzera in carrozzina. L’idea mi ha subito entusiasmato!»

Swiss Ladies: un progetto faro per le donne negli sport per disabili

Eliane Keller e Christian Rosenberger hanno fondato nel 2019 la squadra nazionale femminile di basket «Swiss Ladies», e si è trattato di una prima volta nella storia svizzera dello sport in carrozzina. Le 13 atlete di età compresa tra i 16 e i 50 anni sono giocatrici molto temute nelle competizioni. Il loro prossimo obiettivo è partecipare ai Campionati europei del 2025.

Quello che era nato come film, nel frattempo è diventata una docuserie. E anche la squadra delle «Swiss Ladies» sta crescendo. «Sono molto colpito dal forte spirito di squadra delle ‹Ladies›».

Nei prossimi anni il regista e produttore filmerà le giocatrici e l’intero staff della nazionale durante gli allenamenti e le gare in giro per l’Europa. I bellissimi occhi di Dominik brillano: «Chiaro, questo richiede molto impegno e va sommato al mio orario di lavoro di per sé irregolare. Ma tutto questo mi fa enorme piacere ed è anche l’occasione per vedere un po’ il mondo».

Il documentario mostra però anche i momenti bui della tournée. «Durante la settimana di allenamenti ad Annecy una giocatrice è morta e per noi è stato un momento molto difficile».

Gli spettatori sono seduti in un cinema su poltroncine di colore rosso, la parete sullo sfondo è colorata, sul palcoscenico Dominik Rüedi regge un microfono. Sopra di lui sullo schermo compare la nazionale femminile, sotto la scritta in tedesco «Benvenuti all’anteprima del film Heroes on Wheels».

Anteprima cinematografica: l’11 novembre 2023 di fronte a un pubblico selezionato Dominik Rüedi ha presentato a Lucerna l’introduzione alla docuserie «Swiss Ladies – Heroes on Wheels».

«Con questo documentario volevo attirare ancora di più l'attenzione sullo sport femminile e sui programmi offerti nello sport per disabili».

Dominik Rüedi

Dominik non riesce a pensare ancora a una fine. Prima o poi vorrebbe accompagnare un grande evento, come un campionato europeo, una coppa del mondo o le paralimpiadi. Magari un documentario con Marcel Hug? L’ambizioso regista riflette: «A volte mi chiedo come fare per conciliare il mio lavoro, la passione per il basket e il lavoro da regista... Lo faccio e basta».

E tu, quali progetti o idee vorresti concretizzare?

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva