Avere una disabilità invisibile – un dono o una condanna?

Non tutte le disabilità sono visibili. Questo fatto finisce spesso per porre le persone con “disabilità invisibile” in situazioni difficili.

Sono considerate disabilità invisibili o nascoste quelle condizioni che non sono immediatamente evidenti. Non esistono statistiche ufficiali sul numero di persone che sono colpite da disabilità invisibili. Secondo il sito Disabled World, una fonte d’informazione online indipendente che tratta argomenti relativi alla salute e alle disabilità, si stima che “circa il 10% degli americani soffre di una condizione medica che può essere considerata come disabilità invisibile”. Inoltre, “il 96% delle persone colpite da patologie croniche vive con una condizione che è invisibile”.

È necessario promuovere maggiore consapevolezza riguardo alle disabilità invisibili. (Fonte immagine: pagina Facebook di Colitis Ninja)

Alcune delle disabilità invisibili meglio conosciute includono patologie cardiache, sindrome da fatica cronica, sclerosi multipla e colite ulcerosa. Quando gli individui con disabilità invisibili hanno bisogno di usare i servizi accessibili, spesso sono vittime di occhiatacce o vengono addirittura “richiamati all’ordine” con spiacevoli commenti. Ciò avviene poiché le altre persone non sono consapevoli di tali condizioni invisibili e pensano pertanto che usino indebitamente i servizi. Tutto questo contribuisce a far sentire stigmatizzate le persone con disabilità invisibili.

Alla stessa maniera esistono molte convinzioni errate anche riguardo alle lesioni midollari (SCI dall’acronimo inglese). Contrariamente a quello che pensano in molti, alcune persone con lesione spinale incompleta sono in grado di camminare. (Qualora non siate familiari con il termine “lesione midollare incompleta” vi invitiamo a leggere questo articolo nella nostra Wiki). Le persone con una lesione midollare incompleta sono spesso confrontate ai medesimi problemi di salute, come le infezioni delle vie urinarie e cateteri, al pari delle persone con lesione midollare completa. L’assenza del segno distintivo della loro disabilità – la carrozzina – può spingere molte persone a trattarli come individui privi di disabilità.

Ma ora passiamo alle buone notizie: quest’anno il Tottenham Hotspur, uno dei club di punta della Premier League in Inghilterra, è stata la prima squadra a esibire lo slogan “non tutte le disabilità sono visibili” sui propri bagni per disabili. La notizia è stata riportata dalla BBC nell’articolo “Why these new signs are appearing on disabled toilets” (“Perché questi nuovi cartelli stanno comparendo sui bagni per disabili”).

Nell’articolo, due giovani donne interessate da condizioni mediche invisibili di diversa natura condividono le proprie opinioni su questo gesto di sostegno nei confronti delle persone che soffrono di disabilità invisibili. Entrambe concordano che tali cartelli le aiuteranno a spiegare le proprie complicazioni qualora si trovassero in situazioni scomode, e potrebbero addirittura contribuire a ridefinire gli stereotipi sulle disabilità.

Cartelli di questo tipo sono installati sulle toilette in tutto il Regno Unito. (Fonte immagine: sito web di Crohn’s & Colitis UK)

Nel 2018, inoltre, più di 2500 supermercati in tutto il Regno Unito avranno installato delle segnaletiche per servizi accessibili che faranno riferimento alle disabilità invisibili. L’iniziativa fa parte della campagna promossa dall’organizzazione benefica “Crohn’s and Colitis UK”, volta a sensibilizzare e lottare contro lo stigma associato alle disabilità invisibili. Dopo il grande successo raccolto nei supermercati, l’organizzazione ha già lanciato la campagna successiva, con l’intento di collocare queste insegne in toilette che siano maggiormente esposte al pubblico.

Quando vedete una persona senza carrozzina utilizzare i servizi o il parcheggio accessibili, vi siete mai trovati a giudicarla solo perché non siete in grado di vedere la sua disabilità? Come fate a distinguere le persone che ne hanno effettivamente bisogno da quelle che se ne approfittano? Condividete le vostre esperienze!

[traduzione del post originale in inglese]

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