Nell’estate del 2025 Ben Spencer e Peter Smorthit hanno attraversato le Alpi svizzere sulla loro carrozzina manuale e in 18 giorni hanno percorso 420 km per un dislivello complessivo di 6000 m.
- 8 Minuti di lettura
- 20 aprile 2026
- Frieda Laura
La scorsa estate Ben Spencer e Peter Smorthit sono arrivati in Svizzera dal Regno Unito per compiere un’impresa speciale: sono stati i primi ad attraversare le Alpi svizzere con la loro carrozzina manuale. In 18 giorni hanno percorso all’incirca 420 km per un totale di oltre 6000 m di dislivello. Persino Euronews e il famoso quotidiano britannico «The Independent» hanno parlato della loro straordinaria avventura.
Oltre a raccontarvi la storia di Ben e Peter, in questo articolo del blog daremo alcuni consigli pratici su come allenarsi e pianificare la propria avventura personale in carrozzina.
Sportivi estremi in carrozzina
Chi sono i due amici che hanno stabilito questo record? Nel 2022 Ben ha ricevuto la diagnosi di atassia, anche se i sintomi della malattia erano già presenti da 15 anni. Da quel momento si impegna a far conoscere la sua malattia, ad esempio partecipando alla maratona di Londra e alla scalata del monte Snowdon in Galles nel 2023, durata ben 16,5 ore.
All’età di 19 anni Peter ha subito una lesione del midollo spinale a causa della caduta da un ponteggio di cantiere. Da allora è paraplegico. Dopo l’infortunio ha partecipato a più di 200 maratone e a oltre 150 ultramaratone in sedia a rotelle.

Il breve video su Instagram mostra la salita di Peter e Ben sul Passo del San Gottardo. I due amici parlano della rara malattia neurologica che ha colpito Ben, l’atassia (Foto: scena tratta dal video)
Una battaglia contro barriere visibili e invisibili
La loro avventura è iniziata a Vevey (VD), in Svizzera all’inizio di luglio 2025. Il percorso, che si è snodato attraverso il Passo del Furka e la vecchia strada del Gottardo, li ha portati fino a Como, in Italia. Qui potete vedere l’esatto itinerario attraverso le Alpi.

L’attraversamento delle Alpi ha portato i due amici da Vevey (Svizzera) a Como (Italia). (Foto: https://alps4ataxia.com)
Per entrambi il viaggio ha rappresentato una sfida dal punto di vista sportivo, organizzativo e mentale. Fin dall’inizio, un’ondata di caldo nella valle del Rodano ha rallentato notevolmente la loro avanzata. Lunghi tratti in salita, anche molto ripidi, hanno richiesto un enorme dispendio di energia.
Ben si ricorda che lungo la rete ciclabile EuroVelo c’è stato un tratto offroad ricoperto di enormi radici e rocce. In quel punto Peter ha dovuto avanzare seduto sul fondoschiena, trascinandosi dietro la carrozzina. Ben invece si è invece piegato sullo schienale della carrozzina e ha cercato di camminare, o per meglio dire, di trascinarsi per qualche metro. Ci sono volute diverse ore per percorrere quel tratto di 800 m.

Durante l’attraversamento delle Alpi Ben e Peter sono arrivati all’Aletsch Arena nel Vallese. (Foto: Wheelchair Across the Alps Press Photos)
Alla domanda «Se poteste cambiare qualcosa del percorso, cosa sarebbe?» Ben risponde: «L’accessibilità». E spiega: «La nostra avventura è stata estrema. Era evidente che durante il viaggio sarebbero emerse soprattutto le sfide e gli ostacoli per le persone con disabilità.
Sul posto ci siamo però resi conto che le sfide erano le stesse che solitamente incontriamo nella vita quotidiana. I campeggi non disponevano di servizi igienici, docce e lavabi adeguati. Mancavano le rampe oppure c’erano gradini che bloccavano il passaggio. Con alcuni semplici provvedimenti si sarebbe potuto rendere accessibili questi percorsi alle persone in carrozzina».

18 tappe in 18 giorni: Peter e Ben hanno condiviso ogni momento del loro viaggio su Instagram, un’avventura fatta di resistenza, coraggio e momenti indimenticabili. In un reel su Instagram si può vedere come Peter scende lungo il passo del Furka. (Foto: Wheelchair Across the Alps Press Photos, scena video)
Sfida mentale e finanziaria
I problemi principali non sono stati soltanto lungo il percorso. Ben sottolinea: «Per chi viaggia in carrozzina le barriere non sono soltanto fisiche, ma anche psicologiche. Abbandonare la propria comfort zone e la sicurezza della propria casa è un passo importante».
Per questo motivo la preparazione mentale è stata decisiva. È Ben a spiegarlo: «Chi si predispone mentalmente all’eventualità di dover affrontare dei problemi durante il viaggio impara ad accettarli e quindi è già a metà del percorso». Nonostante ciò, la realtà è sconfortante: «Non dovrebbero esserci barriere. Il mondo dovrebbe essere accessibile a tutti. La realtà è che queste barriere devono essere superate».
Oltre alle difficoltà fisiche e psicologiche non sono mancati i problemi di carattere finanziario. Un viaggio avventura in carrozzina costa molto e richiede molta organizzazione individuale. Per attraversare le Alpi Ben e Peter hanno impiegato 18 giorni solo di preparazione e hanno sborsato circa 8000 franchi, compreso il viaggio di andata e ritorno dal Regno Unito.
«Dal momento in cui non volevo affatto viaggiare fino a questa avventura, il percorso è stato lungo. Mi sono reso conto che tutti possono farcela e spero che anche altre persone con disabilità possano rendersene conto».
Ben Spencer

Peter al tredicesimo giorno sulla vecchia strada del Gottardo. Questo video di Instagram mostra altre immagini del percorso. (Foto: Wheelchair Across the Alps Press Photos, scena video)
Allenamento e pianificazione di un tour in sedia a rotelle
Attraversare le Alpi in sedia a rotelle è una sfida estrema che richiede un’accurata preparazione. Ben e Peter allenano regolarmente la loro resistenza e la forza della parte superiore del corpo partecipando ogni anno a diverse maratone. Inoltre, seguono un allenamento specifico per la montagna, in modo da prepararsi ai lunghi tratti in salita e ai terreni accidentati.
Per migliorare regolarmente la propria condizione fisica e la tecnica esistono anche strumenti tecnologici come i trainer fissi o gli ergometri per la parte superiore del corpo. Per chi fosse interessato ci sono piani di allenamento strutturati come quello che prepara le persone in carrozzina alla maratona di Londra (in inglese).
Non tutte le escursioni alpine richiedono per forza di cose una simile preparazione. Alcuni itinerari senza barriere permettono di ammirare paesaggi meravigliosi e non sono particolarmente impegnativi. Un esempio è il percorso lungo il torrente Wysswasser, uno tra i più amati di Ben e Peter.
I due hanno scoperto questo itinerario sul sito web della pista ciclabile EuroVelo. Tuttavia, fanno notare che non tutte le piste ciclabili sono adatte alle carrozzine. Conviene sempre verificare in anticipo se il percorso scelto è veramente percorribile da una carrozzina.
Per una pianificazione efficace possono essere utili alcune piattaforme. Ad esempio SchweizMobil elenca oltre 80 itinerari con informazioni dettagliate su lunghezza, caratteristiche del terreno e collegamenti. Anche il sito di Procap (solo in francese e tedesco), in collaborazione con SchweizMobil, propone itinerari verificati che si possono percorrere senza barriere grazie all’app MyWay Pro (solo per dispositivi iOS).
Morale: con un allenamento mirato, il giusto equipaggiamento e una pianificazione accurata del percorso è possibile preparare un’avventura in carrozzina in modo realistico. L’obiettivo principale non è battere un record, ma l’esperienza del viaggio in sé.
Il racconto personale di Ben di come ha attraversato le Alpi in carrozzina
In un’intervista su Instagram Ben ci ha raccontato la sua personale esperienza di viaggio.

Qual è stato il momento più bello?
«Per alcuni sono i passi alpini o la vista del ghiacciaio Aletsch. Per me è stato il gelato alla Riva Pubblica di Morcote sul Lago di Lugano. È stato stupendo, non solo per il panorama, ma anche perché era così ben accessibile. Sapevamo che ce l’avremmo fatta!»
E il momento più difficile?
«Poco prima del traguardo ho avuto un’infezione alle vie urinarie, con 35° di temperatura e dopo giornate intere di salite. Ero distrutto dalla fatica, ma il mio motto era mai arrendersi!»
Se potessi, cosa cambieresti del percorso?
«Non ho dubbi: l’accessibilità. Ci sono stati tratti con radici e rocce, e in quei momenti Peter ha dovuto trascinare la sua carrozzina, è stato tremendo».
Cosa ti ha dato la spinta maggiore per intraprendere il viaggio?
«Volevo dimostrare che mollare non è un’opzione e che le persone con disabilità sono in grado di compiere imprese straordinarie».
Ci sono stati incontri che ti sono rimasti impressi?
«Tantissimi! Sul Passo del San Gottardo molte persone si sono fermate, stupite, per congratularsi con noi. Quello ci ha dato una motivazione fortissima».
Cosa ti auguri per il futuro?
«Una maggiore accessibilità. Rampe invece di gradini, e sentieri adattati. Molti ostacoli sono del tutto ingiustificati e potrebbero essere facilmente eliminati».
Otto consigli per un’avventura senza barriere
Ben e Peter hanno dimostrato che è possibile affrontare un’avventura in sedia a rotelle. Chiaramente, non deve per forza trattarsi dell’attraversamento delle Alpi. La seguente lista di controllo può esservi di ispirazione e aiutarvi a pianificare la vostra impresa personale:
- Partire in piccolo: non tutti i viaggi devono battere un record. Anche un’escursione giornaliera su un percorso privo di ostacoli può essere un’esperienza meravigliosa.
- Superare le barriere psicologiche: avere coraggio significa uscire dalla propria comfort zone, anche se si tratta di una piccola sfida.
- Pianificare il viaggio in autonomia: se pianificato in autonomia, il viaggio è spesso più economico e più facilmente adattabile alle proprie esigenze.
- Informarsi bene: verificare in anticipo se i campeggi sono privi di barriere e quali infrastrutture sono disponibili.
«Alcuni tratti della pista ciclabile EuroVelo erano pieni di radici e rocce. Peter ha dovuto trascinare la sua sedia a rotelle e io ho arrancato metro dopo metro. Mai dare per scontato che un percorso sia accessibile alle sedie a rotelle».
Ben Spencer
- Cercare sostegno: viaggiare con gli amici, la propria famiglia o una comunità, questo contribuisce alla sicurezza e dà coraggio.
«Tantissime persone ci hanno sostenuto lungo il percorso e da casa. Questo ci ha aiutato soprattutto nei momenti più difficili».
Ben Spencer
- Verificare l’attrezzatura: che si tratti di sedia a rotelle, handbike oppure Swiss-Trac. Avere il giusto equipaggiamento, tenuto in buone condizioni, facilita il viaggio.
«Peter, che soffre di disregolazione autonomica, ha ottenuto grande beneficio dal gilet refrigerante che ha indossato nelle situazioni di grande caldo. È stato anche importante avere dei supporti per borracce, pneumatici di scorta, attrezzi vari e un dispositivo GPS. Senza tutto questo non ce l’avremmo fatta».
Ben Spencer
- Considerare il lato finanziario: un sussidio, una sponsorizzazione o una fondazione possono contribuire a coprire i costi più ingenti.
- Restare flessibili: è normale incontrare degli ostacoli sul percorso. Chi accetta eventuali cambiamenti di programma vive le sorprese più belle.
«Una volta, nel bel mezzo del nulla, si è rotto l’asse della carrozzina di Peter. Pensavamo fosse finita. Ma all’improvviso è arrivato un furgone dell’assistenza Bosch e il meccanico ci ha aiutato. È stata la provvidenza divina».
Ben Spencer
Quale avventura in sedia a rotelle vorreste fare? Siamo curiosi di saperlo.