Il dating non è semplice, soprattutto per le persone in carrozzina che devono affrontare pregiudizi, insicurezze e maleducazione. Su questo argomento abbiamo raccolto esperienze e consigli utili.
- 8 Minuti di lettura
- 24 Gennaio 2026
- Elina
Il dating con una persona con disabilità è per molti ancora un tabù. Anche se una relazione tra una persona con disabilità e una persona senza disabilità può essere romantica e funzionare bene, tra gli ostacoli principali vi sono pregiudizi e malintesi sulla disabilità stessa. Abbiamo quindi raccolto le esperienze di dating di alcune persone in sedia a rotelle e una serie di consigli utili su come affrontare i problemi più comuni.
Disclaimer: l’autrice di questo articolo non è in sedia a rotelle, ma si interessa molto al tema della disabilità. Tutte le storie e i consigli riportati qui di seguito sono testimonianze di persone con disabilità.
Le esperienze di dating per le persone para o tetraplegiche
Noah spiega quali sono le difficoltà per le persone in carrozzina
Noah è trans e bisessuale. All’età di 17 anni è stato vittima di un incidente stradale che l’ha reso paraplegico e ora vorrebbe uscire di nuovo con una persona. Tuttavia, la carrozzina rappresenta un ostacolo in varie situazioni: ad esempio, non può tenere per mano la persona con cui esce, dato che deve usare le mani per spingere la carrozzina. Inoltre, racconta che è frustante dover spiegare ogni volta quali sono le sue funzionalità a livello sessuale, in quanto questo rende tutto molto poco spontaneo, anche se l’altra persona è di mentalità aperta.

Noah vorrebbe tenere per mano la persona con cui esce, ma non può a causa della carrozzina. (Foto: https://www.backuptrust.org.uk)
L’organizzazione per le persone para o tetraplegiche «Back up» ha messo a disposizione di Noah un mentore di nome Tony. Tony, persona omosessuale in carrozzina, conosce molto bene le esigenze di Noah e con lui ha lavorato sulla sua autostima. Tony ha anche detto a Noah che non deve dare spiegazioni a nessuno. Per Noah è molto importante la community che nel frattempo si è costruito, in quanto lo aiuta a orientarsi nel mondo del dating e a condividere la propria esperienza con altre persone.
Tre persone con disabilità e le loro bizzarre esperienze con il dating
Tre persone con disabilità originarie della Gran Bretagna hanno raccontato la loro personale esperienza di dating online alla rivista britannica «The Guardian»: «Disabled dating on Tinder: ‹People ask if I can have sex›» (IT: Il dating su Tinder con persone disabili: «le persone mi chiedono se posso fare sesso»).
Anche loro hanno tentato la fortuna sulle piattaforme di dating online come fanno altre persone. E i loro dubbi erano simili: ha senso caricare sul profilo una foto dalla quale si capisce la propria situazione? Qual è il momento migliore per rivelare al potenziale partner la propria disabilità?
La cosa spiacevole è che una disabilità non viene quasi mai accolta bene, indipendentemente da quando viene rivelata. Raramente si è premiati per l’onestà quando si mettono subito le carte in tavola. La maggior parte delle persone senza disabilità perde interesse o teme, come descritto nell’articolo, che una persona con disabilità non possa avere rapporti sessuali.
Se non si rivela subito la disabilità, lo scambio online potrebbe svolgersi senza intoppi. Tuttavia, le difficoltà emergono il più delle volte al primo incontro. Michelle Middleton di Liverpool ha una paralisi cerebrale e zoppica. Nell’articolo la ventiseienne racconta una brutta esperienza che le è capitata al suo primo (e ultimo) appuntamento con un ragazzo. Questo è stato il suo commento nei suoi riguardi: «Ma dai, avevi detto che zoppicavi un po’, ma questo è molto più di un po’. Non si può nasconderlo!» Michelle è rimasta così sconvolta da lasciare subito il locale.

La foto di profilo di Michelle Middleton su Tinder. (Foto: https://www.theguardian.com)
La carrozzina aiuta Ali a scartare gli uomini superficiali
Ali Ingersoll ha più di 40 anni, è divorziata e tetraplegica. Dopo sette anni di cure mediche intensive desidera sentire di nuovo il proprio corpo e sentirsi sexy. Ali decide quindi di provare il dating online e di affrontare questa avventura con umorismo e apertura mentale.
Nel suo blog racconta che la carrozzina funziona da filtro: tutti quelli che ne restano intimoriti, non andrebbero comunque oltre le apparenze. Queste le fa risparmiare tempo che preferisce dedicare a uomini sinceri.
Per accettare se stessa e la sua nuova condizione ci ha messo un po’ di tempo. Ora però ha la consapevolezza di saper gestire la situazione perché sa esattamente cosa vuole e cosa si merita. E così, dopo aver incontrato alcuni «rospi» (parole di Ali), ha trovato un uomo meraviglioso che la ama con tutti i suoi pregi e difetti e resta al suo fianco.

Per Ali Ingersoll la carrozzina serve da filtro per scartare gli uomini superficiali. (Foto: https://aliingersoll.com/)
Educare alla disabilità, anche sul piano sessuale
Non sorprende che durante un appuntamento molte persone senza disabilità si comportino in modo così deludente nei confronti delle persone con disabilità. Nel 2015 uno studio condotto in Gran Bretagna ha intervistato 500 persone senza disabilità. Solo il cinque per cento circa era mai uscito con una persona con disabilità conosciuta online, mentre otto persone su dieci non avevano mai partecipato a un evento sociale con una persona con disabilità.
Chi non ha mai avuto un contatto con persone in carrozzina ha molti dubbi e anche paura di fare qualcosa di sbagliato prima e durante un appuntamento. Forse molti non hanno il tempo o la forza necessari per iniziare una relazione con una persona in sedia a rotelle. Inoltre, ci sono luoghi comuni come «non è possibile fare sesso» o «il/la partner è responsabile dell’assistenza».
Nel celebre film «Quasi amici» si racconta la storia di Philippe, un uomo tetraplegico, e di Driss, suo assistente personale. Il film mostra con un tono scherzoso che la vita è degna di essere vissuta nonostante grandi limitazioni e dà anche un’idea di come è la sessualità per una persona tetraplegica. Forse vi ricordate la scena in un cui Driss dice a una prostituta di accarezzare le orecchie di Philippe, in quanto non sente nulla nelle altre parti del corpo.

«No, no, non andare oltre. Occupati delle orecchie», dice Driss, assistente del tetraplegico Philippe, a una prostituta nel film «Quasi amici». (Foto: https://www.youtube.com)
Questo tipo di educazione sulla disabilità può essere utile a molte persone. Purtroppo però ci sono pochi film o libri di qualità che raccontano storie di persone con disabilità e quindi molti interrogativi e dubbi restano senza risposta, il che complica la situazione per entrambe le parti.
Sfide e consigli per il dating
Quando si decide di incontrare un’altra persona a scopo romantico, affettivo o sessuale non esiste un modo giusto o sbagliato, in quanto ogni individuo è diverso dall’altro e ha un proprio approccio alla situazione. Tuttavia, ci sono alcune indicazioni di massima che possono aiutarci a far sì che l’incontro possa andare per il verso giusto, o perlomeno svolgersi in modo rilassato. I seguenti consigli si basano su esperienze reali di persone in sedia a rotelle.
Sfida n. 1: parlare apertamente della disabilità
Nella fase iniziale del «processo di dating» possono sorgere dubbi del tipo «Nella foto di profilo mostro la sedia a rotelle?» e, se non voglio farlo, «Quando affronto l’elefante nella stanza?». Se il tema viene affrontato troppo presto, c’è il rischio che l’altra persona interrompa subito i contatti per lo stress generato dalla situazione, per pregiudizio o altri motivi. Se invece la disabilità viene affrontata troppo tardi, l’altra persona può sentirsi presa in giro.
Consiglio: è una questione molto delicata. Per decidere il momento giusto la cosa migliore è seguire il proprio istinto. È importante che siate voi a decidere in autonomia cosa condividere e quanto rivelare all’altra persona.
Ali Ingersoll, nei suoi consigli sull’online dating, suggerisce di comunicare apertamente la propria disabilità. Secondo lei, le persone che non sono in grado di accettare la situazione si eliminano da sole.
Sfida n. 2: essere soddisfatti di se stessi
È più facile a dirsi che a farsi, come spiega Andrea Lausell nell’articolo «My Body Has Always Been Deemed ‹Desirable.› Then I Started Using a Wheelchair» (IT: Il mio corpo è sempre stato considerato attraente, finché non sono finita in sedia a rotelle).
Consiglio: quando si tratta di dating la personalità è fondamentale. Secondo Andrea Lausell anche la sedia a rotelle fa parte di questo. Tuttavia, il temperamento, l’umorismo e gli interessi erano caratteristiche della persona ancor prima della disabilità. E poi, in sedia a rotelle si può anche essere sexy.
Sfida n. 3: incontrarsi in un luogo accessibile
Incontrarsi in un ristorante con barriere architettoniche può essere un problema.
Consiglio: chiarire in anticipo se il luogo dell’appuntamento è accessibile alla carrozzina. Forse questo rende l’appuntamento meno spontaneo, ma permette di evitare situazioni sgradevoli. In una situazione già delicata come un appuntamento non serve aggiungere ulteriore disagio, sottolineano Rhonel Cinous e Ryan DeRoche nel loro podcast.

In «The Ramp.It.Up! Podcast» Rhonel Cinous e Ryan DeRoche, entrambi tetraplegici, parlano di dating (in inglese) dopo una lesione al midollo spinale e lo fanno da una prospettiva maschile. Qui potete ascoltare l’episodio «Guide to Dating After SCI for Men» (IT: Guida al dating per uomini dopo una lesione al midollo spinale).
Sfida n. 4: avere pazienza
Non riesci a trovare la persona «giusta»? E ogni volta la tua autostima ne risente?
Consiglio: anche se molti non ne possono più di sentirlo dire, bisogna avere pazienza, poiché raramente si incontra la persona giusta al primo colpo. Le difficoltà sono del tutto normali, spiegano Rhonel Cinous e Ryan DeRoche nel loro podcast. Condividere le proprie esperienze di dating con persone che la pensano allo stesso modo può aiutare a elaborare la propria esperienza. A volte può anche essere utile chiedere consiglio.
Spesso si parla anche di mancanza di autostima e della tendenza ad accontentarsi della prima persona che capita. Ma non è vero: ognuno merita di trovare la propria «metà della mela». E Andrea Lausell consiglia di non far dipendere la propria felicità dagli altri.

Per un appuntamento di successo bisogna superare molte sfide, tanto più se si è in sedia a rotelle. (Foto: https://www.freepik.com)
Il dating online non è facile e può essere fonte di dubbi e paure. Se in più una persona è in sedia a rotelle, tutto si complica ulteriormente. Servono coraggio e fiducia in se stessi per accettarsi e riconoscere il proprio valore. Siamo tutti individui con esigenze e personalità diverse, con o senza una disabilità.
Avete mai provato il dating? Raccontateci la vostra esperienza.