Conosciamo molto bene gli ostacoli che deve affrontare ogni giorno una persona in carrozzina. Ma cosa succede se la stessa persona è anche queer?
- 16 Minuti di lettura
- 19 dicembre 2025
- Anita S.
Una vita in carrozzina comporta ostacoli sia fisici che sociali. Essere una persona queer significa non conformarsi alle aspettative eteronormative. Quando entrambe queste condizioni sono presenti, la persona si sente ancor di più discriminata e relegata ai margini della società. Ma è davvero così? Proviamo a capirlo.
Cosa significa essere una persona «queer»?
Queer è un termine della lingua inglese che, nella sua accezione comune, significa «strano» o «bizzarro». Nella nostra società viene usato come termine collettivo per designare una categoria di persone, la cui identità di genere e/o orientamento sessuale (ossia la persona che desiderano o amano) non corrisponde alla norma binaria, cisgender o eterosessuale. In questo contesto si usa spesso anche l’acronimo LGBTIQ+.
Al giorno d’oggi la parola «queer» viene usata in senso positivo come autodefinizione da molte persone non eterosessuali o cisgender, ossia da:
- uomini omosessuali e donne lesbiche
- persone bisessuali o asessuali
- persone transgender o intersessuali
Vuoi saperne di più? Qui è riportato un glossario con spiegazioni semplici dei termini legati alla queerness.
Una minoranza all’interno di un’altra minoranza
Secondo il Centro svizzero specializzato per un’architettura senza ostacoli, circa 40 000 persone in Svizzera sono costrette in sedia a rotelle. Uno studio di Ipsos rivela che nel nostro Paese il 13 per cento di queste persone si definisce LGBT+, ossia il terzo valore più alto tra tutti i 30 Paesi oggetto del sondaggio. Tra queste, il 6 per cento si definisce transgender, non binario, genderfluid o diverso da maschio e femmina: in questo caso la Svizzera si colloca addirittura al primo posto. Sulla base di questi dati oltre 5000 persone sono in sedia rotelle e queer.
Modelli di riferimento in Svizzera

Ursula Eggli (destra) è considerata in Svizzera una pioniera per le persone non eterosessuali in carrozzina. (Foto: Helga Leibundgut: Berna/F 5110-Fc-103 / Evento: manifestazione a sostegno dei disabili, Berna, 20 giugno 1981 / Fonte: Archivio sociale svizzero)
Una pioniera del movimento per i diritti delle persone disabili e omosessuali è stata Ursula Eggli (1944-2008). La scrittrice svizzera era lesbica e costretta sulla sedia a rotelle sin dall’infanzia a causa della distrofia muscolare. Nel 1977 ha pubblicato il suo primo libro dal titolo «Herz im Korsett» (IT: Il cuore nel corsetto). Nel 1979 è apparsa nel documentario pluripremiato «Behinderte Liebe» (IT: L'amore disabile), il primo film svizzero che ha affrontato il tema della sessualità tra persone disabili.
Quali organizzazioni si battono per i diritti delle persone queer?

L’associazione Transgender Network Switzerland TGNS rappresenta e mette in rete in tutta la Svizzera gli interessi delle persone trans, dei loro gruppi e organizzazioni locali. Sul loro sito web è disponibile un elenco dettagliato delle organizzazioni attive nella Svizzera tedesca, nella Svizzera romanda e in tutto il mondo.
Per quanto riguarda i modelli di riferimento attuali della scena LGBTIQ+ svizzera, ecco qui una breve carrellata:

Taz Keller (27 anni, originaria del Cantone di Argovia, residente a San Gallo) si definisce un «pacchetto completo», che non corrisponde ad alcuna norma. (Foto: Patrick Frauchiger)
Taz Keller è una persona trans non binaria, poliamorosa e pansessuale. A causa della sindrome di Ehlers-Danlos tipo ipermobile può partecipare alla vita sociale solo in carrozzina. Taz studia psicologia e sociologia, è parte di Vulvadrachen Kollektiv, un collettivo artistico queer-femminista, si esibisce con UNAPOLOGETIC, uno spettacolo di danza sui canoni di bellezza e sull’empowerment queer, tra le altre cose anche al Lila-Queer-Festival. «Grazie all’ADHS», Taz è una persona attiva in molti ambiti, anche al di fuori della comunità queer, ad esempio sostiene la Sea Shepherd, un’organizzazione che si occupa della salvaguardia degli ecosistemi marini.
«Quello che accomuna le mie identità queer e la mia patologia è che in passato ho normalizzato entrambe. Ho generalizzato la mia esperienza. Ad esempio, ho pensato che tutti avessero sempre il mal di schiena e che nessuno avesse ben presente cosa significassero i termini “uomo” e “donna”. Solo parlando con altre persone ho scoperto che non è così. Con la mia diagnosi e le mie etichette ho dato un nome a tutto questo, e ho trovato la mia identità».
Taz Keller

Roger Seger ha dichiarato la propria omosessualità quando si è candidato come politico per il Partito Socialista Svizzero (PSS) di Lucerna. Una decisione che, a posteriori, si è rivelata la migliore.
A causa di una malattia neurologica Roger Seger è costretto per la maggior parte del tempo sulla sedia a rotelle. Nato a Lucerna, vive a Würenlos, nel Cantone di Argovia, e da 33 anni convive con il suo compagno. Dopo il suo impegno politico a favore dell’iniziativa per l’inclusione Roger Seger è molto attivo nella comunità queer, anche per Pink Cross (vedi sotto). Inoltre, come volontario è impegnato come accompagnatore alla morte.
«Come persona omosessuale in carrozzina, affetto da rettocolite ulcerosa e con un’ileostomia, rappresento ben quattro minoranze che, secondo me, non differiscono poi così tanto dalla maggioranza. Tutti noi vogliamo l’integrazione e partecipare attivamente alla vita sociale».
Roger Seger

Pink Cross è l’organizzazione mantello svizzera per gli uomini* gay e bisessuali. L’associazione rappresenta i loro interessi a livello politico e sociale, offre consulenza e collega la comunità LGBTIQ+ svizzera a livello nazionale e internazionale.
* Tutte le persone che si identificano con il genere maschile, nonché le persone di altri generi che condividono gli obiettivi di Pink Cross.

Selma Mosimann ne è la dimostrazione: chi prende sul serio le proprie esigenze ed è aperto, riesce a trovare se stesso, anche per vie tortuose.
Selma Mosimann (36 anni) è nata con una paralisi cerebrale ed è originaria di San Gallo. Come donna lesbica in carrozzina è attiva in numerose organizzazioni: dal 2022 è nel comitato direttivo della rete Avanti, è membro dell’organizzazione svizzera per i diritti delle donne lesbiche LOS e dell’Associazione Celebral Svizzera, in particolare della rete CerAgility; è inoltre impegnata nei corsi di formazione continua di CerAdult. Fornisce consulenza in materia di accessibilità al comitato organizzatore del Pride di San Gallo e ha avviato la traduzione dei loro discorsi nella lingua dei segni.
«Come donna lesbica su sedia a rotelle, desidero dare visibilità alla comunità queer e alla comunità dei disabili e metterle in contatto tra loro. Ritengo infatti che entrambi questi mondi possano e debbano funzionare insieme.».
Selma Mosimann

Come associazione mantello nazionale per i diritti delle donne lesbiche, bisessuali e queer, l’Organizzazione svizzera delle lesbiche LOS si impegna a migliorare la vita di queste persone. Sostiene i gruppi affiliati e i membri, sensibilizza l'opinione pubblica sulle loro istanze, è l’interlocutore principale in caso di domande ed è attiva a livello politico.

Franz Rullo riceve vitalità ed energia da Iwan (sinistra), la sua figura di riferimento più importante, e dal suo vivace cane Sami.
La storia personale di Franz Rullo ha dell’incredibile: la madre muore in un incidente stradale e Franz trascorre l’infanzia con la zia omofoba; ha un’emorragia cerebrale, subisce una paralisi parziale dopo un intervento per rimuovere un tumore al cervello; segue una diagnosi di paraplegia completa a causa della lesione cerebrale. Oltre ad avere vertigini e disturbi visivi, ha difficoltà a deglutire e a controllare la vescica, e non solo. Tuttavia, arrendersi non è un’opzione. Come membro attivo di questa comunità online condivide le proprie esperienze e motiva gli altri.
«La nostra esistenza oscilla tra due mondi: la queerness e la disabilità, eppure non siamo spacciati. I nostri corpi raccontano storie, il nostro amore infrange le norme. Una società che ci ignora perde la propria umanità».
Franz Rullo

Avanti è la rete di e per donne, lesbiche, intersex, non binarie, trans e agender che vivono con una disabilità o una malattia cronica. Il suo obiettivo è la parità e la partecipazione alla vita sociale senza discriminazioni, indipendentemente dall’età e dalla gravità della disabilità.

Edwin Ramirez affronta i pregiudizi nei confronti delle «persone non conformi alla norma» con uno spiccato senso dell’umorismo, forte presenza scenica e grande impegno.
Edwin Ramirez, di origini afro-dominicane, è una persona non binaria e neurodivergente, costretta sulla sedia a rotelle a causa di una paralisi cerebrale. Edwin ha raggiunto la celebrità come stand-up-comedian e nel 2020 con Nina Mühlemann ha fondato il collettivo teatrale queer-crip Criptonite. Come attivista e co-responsabile della rete Avanti, Edwin si batte contro il razzismo, l’abilismo e per difendere i diritti delle persone queer. Di queste tematiche parla regolarmente in varie interviste e podcast.
«Mi dà molto fastidio che si finga che essere queer sia una novità assoluta. Le persone queer esistono da quando esiste l’umanità».
Edwin Ramirez
Cosa significa «crip»?
In passato il termine «crip» era usato in senso dispregiativo o addirittura come insulto. Deriva dalla parola inglese «cripple» (storpio). Negli ultimi decenni le persone con disabilità si sono riappropriate di questa parola per volersi distanziare da un punto di vista spesso discriminatorio. Ma attenzione: anche se questo termine, scelto autonomamente, è percepito da molti in senso positivo e liberatorio, per alcune persone la parola «crip» continua ad avere una connotazione negativa.
Esempi di personalità queer da tutto il mondo
Marissa Bode è un’attrice queer americana ed è stata la prima attrice paraplegica a interpretare il personaggio di Nessarose Thropp nei musical «Wicked» (2024) e «Wicked - Parte 2» (2025). Questo ruolo ha portato cambiamenti anche nella realtà: ad esempio, il set cinematografico è stato concepito senza barriere e il suo personaggio è diventato anche una bambola firmata Mattel.
La giocatrice olandese di basket in carrozzina Bo Kramer vive apertamente la propria omosessualità. Ha vinto la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi estive del 2016 e l’oro a quelle del 2020 e 2024.
La psicologa e attivista queer americana Danielle Ann Sheypuk è diventata celebre come Ms. Wheelchair NY 2012 e come prima donna in carrozzina a sfilare per la settimana della moda newyorkese. Si definisce un’«esperta in materia di sesso», in particolar modo di dating, relazioni e sessualità tra persone con disabilità.
La pansessuale inglese Melody Powell racconta la propria esperienza di persona queer con disabilità e si batte per i diritti LGBTIQ+ e delle persone con disabilità. Collabora con Alliance for Inclusive Education ALLFIE con l’obiettivo di rendere più inclusivi il sistema educativo britannico e le sue scuole.
Sandy Ho è una persona queer in carrozzina, ipoudente, di origini asiatico-americane. Ha fondato il Disability and Intersectionality Summit e ha collaborato alla campagna «Access Is Love». Nel 2015 è stata insignita dalla Casa Bianca del titolo di «Champion of Change». Attualmente dirige il Disability Inclusion Fund presso Borealis Philanthropy.
Annie Segarra è una youtuber, artista e attivista, nota anche come Annie Elainey. Si batte per l’accessibilità, la body positivity e la presenza mediatica delle comunità marginalizzate. È una persona queer in carrozzina e ha origini latino-americane.
L’attrice americana Jillian Mercado è in carrozzina perché affetta da distrofia muscolare. La modella di origini dominicane mette in discussione i canoni di bellezza e si batte contro la scarsa rappresentanza delle persone con disabilità nel settore della moda e la loro continua stigmatizzazione. Ha fatto coming out come persona queer su Instagram.
… molte altre personalità completano l’elenco.

ParaPride è un’organizzazione inglese che si occupa di empowerment e si impegna a favore della visibilità, dell’informazione e della presa di coscienza delle persone LGBTIQ+ con disabilità. La sua missione è lottare per l’inclusione delle persone con disabilità appartenenti alla comunità LGBTIQ+, creare spazi più accessibili per le persone queer e promuovere il riconoscimento dei vari tipi di corpo.
Persona queer con una lesione midollare: un doppio coming out
Dichiarare pubblicamente il proprio orientamento e/o identità sessuale è di per sé una sfida. Ma per le persone non eterosessuali con disabilità il coming out avviene molto più tardi rispetto alle persone senza disabilità.
Lo ha confermato nell’intervista rilasciata a EnableMe anche Thomas Rattay, ex referente per i giovani con disabilità presso la rete giovanile queer tedesca Lambda: «Di solito il coming out dei giovani senza disabilità avviene tra i 15 e i 17 anni. Per gli adolescenti con disabilità avviene dopo i 20 anni».
«Sono stata per otto anni con un uomo, fino alla mia ‹seconda pubertà›: dopo un lungo periodo di ricerca interiore ho dichiarato la mia omosessualità nel 2016. Lo scambio in gruppi di donne e organizzazioni mi è stato di grande sostegno e mi ha fatto capire di non essere sola».
Selma Mosimann
Roger Seger ha dichiarato la propria omosessualità all’età di 18 anni unicamente alla famiglia e a pochi amici stretti. Solo nel 2018, in occasione della sua candidatura al Consiglio comunale di Schlieren, ha fatto coming out pubblicamente: era giusto che gli elettori e le elettrici sapessero con chi avevano a che fare e per quali temi si sarebbe impegnato. Roger accetta pienamente il fatto che il suo partner di lunga data non voglia rivelare la propria omosessualità a causa della sua situazione personale e della carica che ricopre.
«Col senno di poi, fare coming out è stata la decisione migliore che potessi prendere. Inventarmi storie mi costava molta energia e oggi mi sento completamente libero. Penso che le persone debbano essere più coraggiose e dichiararsi per quello che sono».
Roger Seger
Modificare l’iscrizione del sesso nel registro dello stato civile
Dal 1° gennaio 2022 per modificare l’iscrizione del sesso in Svizzera basta fare una semplice dichiarazione davanti all’ufficiale dello stato civile, senza presentare documenti medici né avviare un procedimento giudiziario. La dichiarazione costa 75 franchi e può essere fatta con o senza il cambio del nome.
Matrimonio per tutti
In Svizzera il matrimonio tra persone dello stesso sesso è consentito dal 1° luglio 2022. Le unioni domestiche registrate possono restare tali e quali oppure essere convertite in matrimonio.
Anche Taz Keller ha fatto coming out all’età di 20 anni. Prima di allora si definiva «una cisgender cool», finché poi ha avuto la sua prima esperienza sessuale con la sua miglior amica. Questo è stato l’evento chiave che le ha fatto scoprire il suo vero io. «Mi innamoro di una persona per il suo carattere o provo attrazione sessuale a prescindere dal sesso o dall’identità di genere».
«Sono stata condizionata dal fatto che molti ritengono che si cerchi solo attenzione. Nella maggior parte dei casi le persone non reagiscono sempre in modo positivo a un coming out. Ritrovare se stessi e ammettere di essere diversi è faticoso, ma bellissimo. Se necessario, bisogna prendere le distanze da chi non lo accetta. In compenso, ci si sente benvenuti nella ‹famiglia scelta›».
Taz Keller
Tra abilismo e queerfobia
Disabilità e sessualità non si escludono, questo è ovvio. Ma se gran parte della società continua a credere che le persone in carrozzina siano asessuate, infantili o «bisognose», c’è poco da stupirsi se le persone queer con disabilità vengono spesso ignorate o feticizzate.
«Spesso le persone che non sono della mia comunità mi riducono alla mia carrozzina, spesso anche al mio essere lesbica. Io però vorrei essere solo Selma. Quando sono in piscina e gli altri guardano le mie gambe pelose, capisco che stanno pensando a una cosa: non è in grado di radersi le gambe. Eh no, scusatemi tanto, ma questa è una mia decisione!»
Selma Mosimann
Le persone queer in carrozzina raccontano spesso di subire molteplici forme di discriminazione. Quindi si ritrovano a dover spiegare ogni volta perché sono su una sedia a rotelle e perché la loro identità sessuale non corrisponde alla norma.
Le discriminazioni visibili, manifestate attraverso l’emarginazione o l’odio, sono solo la punta dell’iceberg. Esistono altre forme di discriminazione, meno visibili, ma altrettanto dolorose. Ecco alcuni esempi:
- Invisibilità o ignoranza: ignorare e negare la sessualità, escludere attraverso la mancanza di accessibilità, smettere di vedere una persona dopo che ha fatto coming out.
- Curiosità o feticizzazione: domande aggressive o sessualizzate, voyeurismo, oggettificazione sessuale («fantasie tabù esotiche»).
- Pietà e paternalismo: vedere la disabilità come un «tragico destino» e la queerness come doppio fardello, considerare la persona inferiore o dichiararla incapace.
- Discriminazione attraverso una emarginazione multipla: abilismo e queerfobia basate sull’ignorare le diverse realtà fisiche e queer.
«Non capiamo ciò che non conosciamo. L’insicurezza e quindi anche la resistenza sono strettamente correlate alla mancanza di un’educazione adeguata e di sensibilizzazione».
Taz Keller
Anche all’interno del mondo queer alcune persone sono vittime di abilismo: i club non sono accessibili alle carrozzine, le app di incontri filtrano automaticamente le persone con disabilità e gli eventi Pride non sono sempre concepiti per essere inclusivi.
La «sensazione» che le persone queer con disabilità siano doppiamente stigmatizzate è confermato da questa ricerca. Spesso, infatti, vengono discriminate in più ambiti: nell’istruzione, sul lavoro, a livello finanziario, nel campo della salute e delle relazioni intime.

Cosa è il panel svizzero LGBTIQ+?
Dal 2019, lo studio osservazionale della dott.ssa Tabea Hässler e della dott.ssa Léïla Eisner (Università di Zurigo) esamina la situazione delle persone LGBTIQ+ in Svizzera. Le due psicologhe sociali si adoperano nel campo scientifico e sociale per una maggiore visibilità e parità.
Fortunatamente la situazione sta cambiando. Progetti come «Queer & Behinderung – Ja, uns gibt es!» (IT: Queer & handicap – Sì, esistiamo!)) dell’iniziativa Futuro inclusivo servono a promuovere la visibilità delle persone LGBTIQ+. La rivista zurighese Pride-HAZ-Magazin ha dedicato un numero alle persone queer con disabilità. A livello politico le persone queer fanno sentire sempre di più la loro voce, anche grazie all’autrice e consigliera nazionale Anna Rosenwasser.
«Sono positivamente sorpreso da cosa sta succedendo di bello nell’ambiente queer. Mi viene offerto aiuto, ma mai in modo invadente. Sono colpito dalla franchezza delle domande, tutto questo è fantastico!»
Roger Seger
Le persone queer sono discriminate in Svizzera?
Uno studio del 2024 ha rivelato che la popolazione svizzera è fondamentalmente aperta e ben disposta nei confronti della comunità LGBTIQ+. Secondo un sondaggio rappresentativo condotto nell’aprile 2025, quindi più recente, l’83 per cento delle persone intervistate ha dichiarato la propria solidarietà e il proprio sostegno alle persone LGBTIQ+ e auspica che queste possano godere di pari opportunità, di protezione dalle discriminazioni e non subiscano più aggressioni dettate dall’odio.
Tuttavia, le persone LGBTIQ+ riscontrano un aumento dell’intolleranza e della violenza a causa della propaganda politica, soprattutto nei confronti delle persone trans e intersessuali. Dietro le aggressioni verbali o fisiche si nascondono pregiudizi o idee sbagliate.
Secondo il rapporto sui crimini d’odio, pubblicato nel maggio del 2025, le persone LGBTIQ+ subiscono quasi ogni giorno atti di violenza e discriminazione, in particolar modo le persone queer con disabilità, ossia quelle marginalizzate più volte.
«Avevo 19 anni quando io e i miei amici siamo stati aggrediti davanti al Regenbogenhaus Luzern. Erano più di dieci a picchiarci e a prenderci a calci, noi eravamo completamente indifesi. Per fortuna un uomo forzuto è venuto in nostro soccorso».
Roger Seger
Cosa fare in caso di aggressione?
- Allontanati dalla zona pericolosa, non appena la situazione lo consente.
- Chiedi aiuto e organizza l’assistenza medica, se necessario.
- Chiama la polizia al numero di emergenza 117.
- Chiedi ai testimoni di restare sul posto e raccogli prove.
- Prendi nota dell’autore/autrice dell’aggressione e della sua direzione di fuga.
- Segnala l’aggressione con l’apposito modulo al servizio di assistenza LGBTIQ (helpline)
Dal 2020 le segnalazioni sono quintuplicate. Nel 2024 sono stati notificati 309 «crimini d’odio» nei confronti delle persone LGBTIQ+, quasi sei casi alla settimana. Gli episodi riguardano aggressioni fisiche, violenza verbale (mobbing e cybermobbing), molestie sessuali, ignoranza e discriminazione sul luogo di lavoro, nei rapporti con le istituzioni pubbliche e in ambito sanitario.

I consulenti queer della LGBTIQ-Helpline offrono assistenza gratuita e confidenziale per qualsiasi domanda in materia di orientamento e identità sessuali o intersessualità. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 19 alle 21 tramite chat e al telefono chiamando il numero 0800 133 133. Rispondono sempre per e-mail. I crimini d’odio possono essere segnalati tramite l’apposito modulo.
L’(in)visibilità mediatica
Le persone in carrozzina sono decisamente sottorappresentate nei media e lo sono ancor di più le persone queer in carrozzina. Altre hanno bisogno di modelli in cui identificarsi per poter affrontare la propria situazione e questo riguarda soprattutto i giovani.
C’è però una buona notizia: i media stanno diventando sempre più «colorati». Il pluripremiato documentario spagnolo «Yes, We Fuck!» racconta le vicende di sei persone con «diversità funzionale» e spiega in modo aperto ed esplicito che anche le persone con disabilità possono provare desiderio sessuale e avere una vita sessuale attiva.
Il documentario «Picture This» di Jari Osborne racconta la storia di Andrew Gurza, che si definisce «queer cripple». Andrew parla del suo coming out, di autoconsapevolezza e attivismo.
«Non mi disturba tanto avere un aspetto femminile, quanto come il mio corpo viene visto e ‹incasellato› dagli altri. Se si accetta la transessualità, più persone saranno in grado di affermare la propria diversità, come è successo in passato per le persone mancine. Secondo me, non è necessario spiegare come funziona la velocità della luce, basta saperla accettare».
Taz Keller
Il movimento arcobaleno marcia in carrozzina
Anche se sempre più persone queer in carrozzina fanno coming out o partecipano agli eventi Pride, in Svizzera subiscono molteplici e spesso inosservate forme di discriminazione, sia per la loro diversità di genere che per la loro disabilità. Queste persone combattono per avere più visibilità, autodeterminazione sessuale e accessibilità. Mancano cifre concrete, ma la comunità LGBTIQ+ si fa sempre più vedere e sentire con le sue richieste di un cambiamento politico e sociale.
Eventi LGBTIQ+ in Svizzera
- Il calendario degli eventi di gay.ch offre una panoramica di tutte le manifestazioni più importanti per il mondo queer e degli eventi Pride in Svizzera per l’anno in corso.
- Pink Cross, la principale organizzazione mantello per la comunità LGBTIQ+, ha sul proprio sito un calendario che segnala eventi, conferenze, tavole rotonde e feste.
- L’organizzazione giovanile queer Milchjugend ha un proprio calendario che riporta molte occasioni di incontro e gli eventi destinati a un pubblico giovane nella Svizzera tedesca.
- QueerAlternBern, Du-bist-du, Queer Lozärn e Eventfrog indicano sui loro siti Internet gli eventi locali, le occasioni di incontro, i Pride e le feste queer.
Quali sono state le tue esperienze come persona queer in carrozzina? In quali ambiti pensi si debba intervenire urgentemente e cosa ti rende particolarmente felice?
(Traduzione dell'articolo originale in tedesco)